• Commento alla Parola domenicale
    Pubblicato da Redazione
  • 6

01 ottobre

XXVI domenica del tempo Ordinario

Solennità della Madonna del Patrocinio

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Che ve ne pare?… la domanda di Gesù è intrigante, ci chiama in prima persona a metterci a confronto con la sua Parola, con quella consegna così graffiante che sta facendo ai grandi del suo tempo.

Quanto è facile correre il rischio di dividere, nella nostra vita, i nostri fratelli in categorie… in particolare i buoni e i cattivi… dove normalmente i buoni sono quelli che sono come me, fanno le mie stesse scelte, sono quelli che mi sorridono, mi danno sempre ragione… quelli che mi fanno sentire un po’ un principino in mezzo a questa società nella quale siamo numeri per delle statistiche… mentre poi ci sono i cattivi… quelli che sono dall’altra parte, quelli che per forza non possono fare le cose bene… le fanno in maniera diversa da come le farei io… magari mi fanno notare le mie incoerenze o magari semplicemente vedono alcune cose in una prospettiva diversa dalla mia… buoni e cattivi… categorie che i pregiudizi spesso ci portano a costituire e a separare bene nella nostra testa in cassetti ben distinti perché non ci si abbia mai a confondere…

Gesù oggi ci mette in guardia… perché lasciatemi usare un paio di proverbi… non sempre l’abito fa il monaco… ma a volte l’apparenza inganna. Quei due figli, a prima vista sembra facile dividere il buono dal cattivo, il buono quello che ossequia il papà… Sì, signore… facile con la bocca… mentre il cattivo risponde non ne ho voglia… sembra di sentire qualche ragazzo o adolescente…

Però la parabola non finisce qui… perché ad una parola non corrisponde l’azione che ci aspetteremmo. Che bella la sottolineatura che Matteo fa rispetto al primo figlio: Ma poi si pentì. Mentre infatti quello che all’apparenza è buono si ritiene a posto solo per il fatto di aver risposto con le labbra positivamente al padre, l’altro che all’inizio ha espresso con libertà tutta la sua non voglia, ha scoperto in questa libertà lo spazio per il suo pentimento, per la sua conversione.

La risposta e il conseguente comportamento del figlio ossequioso manifestano un’assenza di libertà di scelta, infatti chiama il padre, signore, quasi fosse un padrone, un obbligo da assolvere… sembra di sentire il figlio maggiore della parabola del padre misericordioso… io ti ho sempre servito… manca la possibilità di riconoscere un amore di padre che ti si rivolge e non l’obbligazione di un rapporto di lavoro.

Oggi festeggiamo la Madonna del Patrocinio, colei che ha fatto di quel sì pronunciato per amore uno stile di vita, una vita di servizio, ma anche di silenzio e di accoglienza della volontà del Padre che si manifestava attraverso di lei, chiediamo la sua intercessione perché siamo sempre più capaci di un amore libero nei confronti del Signore e di accoglienza reciproca e di trasparenza nei confronti dei nostri fratelli.