• Commento alla Parola domenicale
    Pubblicato da Redazione
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25 giugno

XII domenica del tempo Ordinario

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Non abbiate paura…

Potremmo dire che è uno degli inviti più universali che il Signore abbia fatto ai suoi discepoli… lungo buona parte della storia infatti i cristiani avrebbero potuto avere paura degli uomini, di quanto avveniva intorno a loro… hanno cominciato gli apostoli nel cenacolo dopo la morte di Gesù a barricarsi dentro per paura dei Giudei, almeno fino al giorno di Pentecoste, ma il dono dello Spirito ha dissolto la paura e anche in presenza delle molte persecuzioni e attacchi che la Chiesa tutta ha subito nel corso della storia, davvero questo invito di Gesù ha continuato a riecheggiare nel cuore e nelle orecchie di tutti i battezzati.

Non abbiate paura… perché non avere paura in un mondo nel quale non abbiamo sicurezze, nel quale ci viene ogni giorno insinuata la diffidenza nei confronti del fratello, nel quale devo barricarmi in casa perché non so cosa potrebbe succedermi… il Signore ci dice di non aver paura perché siamo nelle sue mani, perché è lui a custodirci, a prendersi cura di noi… e ciascuno di noi vale più di molti passeri.

Ma la paura potrebbe non essere vista solo come l’incertezza nei confronti del fratello che ho accanto e che non conosco, la paura potremmo anche vederla come la diffidenza, la chiusura nei confronti della vita stessa, di tutte quelle cose che ci capitano addosso, di quegli eventi che non siamo noi a decidere, di quelle situazioni della vita che ci fanno arrancare ci fanno sembrare questa vita come un assaggio di inferno (e non per il clima infernale di questi giorni) ma per le fatiche che magari siamo chiamati ad affrontare e che ci sembrano essere più grandi delle nostre forze, quelle situazioni che vorremmo cambiare ma non abbiamo la forza o la possibilità di cambiare…

Il Signore oggi ci viene a dire di non aver paura nemmeno di questo, riconosciamoci custoditi da Lui, poniamo in Lui le nostre fatiche, gli avvenimenti della vita che sembrano in un certo senso uccidere il nostro corpo perché non ci fanno vivere sereni, ci straziano il cuore e lo spirito, condividiamole con Lui, non perché Lui ne sia allo scuro e abbia bisogno di essere informato, no, ci conosce a fondo perfino meglio di noi stessi… ma condividiamo con lui le nostre ansie, preoccupazioni, fatiche per riconoscere che lui le porta con noi e non ci lascia mai soli.

Allora anche le situazioni più difficili e che ci incutono paura, saranno illuminate dalla sua presenza e potremo riconoscere che non hanno il potere di uccidere la nostra anima. Il Signore ha posto le stelle nel cielo per illuminare la notte, così ha posto la sua Parola nella nostra vita per illuminare anche i momenti più bui.