• Commento alla Parola domenicale
    Pubblicato da Redazione
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12 febbraio

VI domenica del Tempo ordinario

Leggi le letture di questa domenica

Potremmo dire che con il Vangelo di oggi il Signore ci pone davanti ad un bivio, a due modi diversi di vedere, di leggere e interpretare sia Dio, sia suo Figlio, sia il nostro essere suo popolo.

Il popolo dell’alleanza, l’antico popolo di Israele poneva nel rispetto minuzioso della legge il suo guadagnarsi la salvezza, assicurandosi la protezione di Dio stesso.

Gesù ci dice la necessità di andare al di là, di fare un salto di qualità, di passare dall’essere dei rispettosi esecutori di norme date, all’essere discepoli capaci di comprendere a fondo il senso di quelle stesse norme e addirittura superarle. Sembra una contraddizione, eppure, in fin dei conti è proprio così… Gesù infatti non cancella nulla dell’antica Alleanza di Dio con Israele, ma la porta fino in fondo, fino al suo pieno compimento e pieno compimento della legge è l’amore. Proprio questo amore che Dio ha nei confronti dell’umanità diventa il discrimine per comprendere tutta la legge e diventa in un certo senso quel di più che Gesù chiede a quanti credono in lui, quindi anche a noi.

Il Signore in effetti non ci chiede il rispetto di norme come quelle di ordine pubblico… non sta a vedere nemmeno i cavilli e il modo per dirci di averle rispettate lo stesso perché non abbiamo infranto il dettato esplicito… ad esempio il non uccidere… se lo prendiamo alla lettera forse potremmo quasi toglierlo dai comuni esami di coscienza… ma Gesù ci dice proprio che la dimensione dell’amore che chiede ai suoi discepoli fa sì che l’uccidere si estenda anche a tutti quei comportamenti che in qualche modo squalificano l’altro ai miei occhi o agli occhi di chi c’è intorno a me.

In questo senso Gesù non ci fa sconti rispetto alla legge antica ma ci chiede di rileggerla alla luce della sua Croce e dell’Eucarestia che ogni domenica celebriamo. Lui ha offerto tutto sé stesso per la nostra salvezza. Lui è il compimento autentico di tutta la legge perché si è posto come segno per tutte le genti di un Dio disposto al tutto per tutto per la salvezza dell’umanità. Sì, Gesù è il compimento ed è venuto a dare compimento a quella legge, ad imprimercela nei cuori, a far sì che i nostri cuori battano sempre di più di quell’amore di cui da soli non siamo capaci, ma che chiediamo di attingere da lui per incontrare sempre più fraternamente chi ci passa accanto.

In questa settimana possiamo sentirci e vivere autenticamente da discepoli del Risorto, capaci a nostra volta di mettere nelle nostre azioni il fuoco di quell’amore che Gesù è venuto a portare sulla terra, allora ciò che facciamo avrà il calore della vicinanza di Dio, allora non avremo più bisogno di cavilli ma ci apriremo all’azione della sua grazia.