• Commento alla Parola domenicale
    Pubblicato da Redazione
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01 gennaio

Solennità di Maria Santissima Madre di Dio

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Sono passati 8 giorni dal Natale e la liturgia ci invita nuovamente a fermarci sul brano di Vangelo della Messa dell’aurora del giorno di Natale, salvo l’aggiunta dell’ultimo versetto riguardante la circoncisione di Gesù.

Potremmo dire però che non si tratta della ripetizione di qualcuno che, non avendo fantasia o non avendo molto da dire si trova a ridire la stessa cosa, al contrario, il Vangelo è sempre così ricco da non poterlo racchiudere o esaurire mai e questo perché il Vangelo è vivo, è vita non lettera morta.

Oggi infatti lo leggiamo alla luce della festa di Maria Madre di Dio. È lei, potremmo dire, la figura che ci orienta e ci offre la direzione quest’oggi.

Se la mattina di Natale ci siamo soffermati sulla gioia dei pastori che li smuove ad andare a cercare quel segno annunciato dall’angelo e tornando esprimono la loro gioia diventando testimoni verso il resto del popolo di quell’incontro che hanno fatto; potremmo dire che il volgere lo sguardo alla madre ci suggerisce un ulteriore punto di vista, non opposto, non in contrasto o in contraddizione con quello dei pastori, ma potremmo dire quasi complementare e altrettanto necessario e vitale per il nostro essere cristiani. Si tratta di quel duplice atteggiamento del custodire e meditare nel cuore. Maria ci insegna la gioia più intima, quella di portare dentro, dopo aver portato nel suo grembo per 9 mesi l’autore stesso della vita, dopo averlo dato alla luce, Maria continua a portare dentro di sé, porta gli avvenimenti, le parole che la raggiungono, i sentimenti che sperimenta… ma non come se le passassero sopra, non li accoglie in maniera passiva, ma li custodisce dentro, li trasforma in vita.

Quanto poco tempo regaliamo a noi stessi per poter portare dentro, custodire e meditare nel nostro cuore le cose che succedono intorno a noi, che fatica facciamo a soffermarci sull’azione di Dio nella nostra esistenza… e senza questa dimensione spirituale quanto diventa facile vivere con superficialità ciò che il Signore ci offre.

I pastori e Maria hanno sperimentato la gioia e mentre per i primi questa si è tramutata in annuncio e testimonianza, per Maria ha significato anzitutto portare dentro, assumere in profondità.

Un nuovo anno è appena iniziato, un anno che la grazia del Signore ci pone nuovamente fra le mani, un anno che invochiamo sia all’insegna della pace vera e profonda, quella che comincia proprio da un animo raggiunto e illuminato dalla gioia dell’incontro con Lui, l’autore della vita.

Maria ci aiuti a fare nostro il suo atteggiamento affinché custodendo e meditando possiamo aprirci sempre di più all’azione della sua grazia che parte dall’offrire la gioia e la pace vera al nostro cuore.