• Commento alla Parola domenicale
    Pubblicato da Redazione
  • 6

12 agosto

XIX domenica del tempo ordinario

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Stiamo proseguendo nell’ascolto del discorso sul pane che Gesù ha fatto dopo la moltiplicazione di quei 5 pani. Potremmo dire che il brano di oggi ci porta a riflettere sul fatto che aderire al Signore, alla sua Parola, rendere vita vera il battesimo che ciascuno di noi ha ricevuto, non è questione di puro ragionamento, non è un’attività che potremmo definire intellettuale… la relazione con il Signore non coinvolge immediatamente o esclusivamente il nostro cervello, la nostra mente… ad essere coinvolto è in primo luogo il nostro cuore perché è lì che il Signore ci chiede di fargli posto.

Funziona come la dimensione dell’amore. Certo che l’innamoramento coinvolge a livello globale una persona, con tutto sé stesso: cuore, mente, corpo… guardate un adolescente o un giovane innamorato, come si suol dire “cotto”, tutto di lui cambia ed è coinvolto da quell’esperienza che di razionale, probabilmente, ha gran poco. Così è il nostro rapporto con Dio. Se andiamo a cercarne la razionalità, probabilmente, anche noi come i Giudei inizieremo a mormorare, a dire che quella cosa non è possibile, che l’altra cosa poteva essere fatta meglio… che eravamo sicuri che sarebbe successo questo e quest’altro… ma Gesù ci mette in guardia dal mormorare perché è un atteggiamento che rovina noi, quanti sono intorno a noi e la comunità intera. Rovina noi, perché nel momento stesso in cui inizio a mormorare mi allontano dalla verità e preferisco considerare solo un punto di vista (il mio) che non è di certo quello assoluto… rovino chi c’è intorno a me perché se è una persona intelligente prenderà le distanze dalla mormorazione e via via da me, se non è intelligente ma è una persona fragile, a sua volta cadrà nel trabocchetto della mormorazione… rovina la comunità perché la mormorazione funziona come una cesoia: è qualcosa che divide e allontana, genera, fatiche e amarezze perché si basa sulla menzogna.

Ma il Signore ci invita a riconoscere che la nostra relazione con lui parte da Lui stesso perché è lui che vuole attirarci a sé. Inoltre è una relazione di cuore, dove solo chi ha saputo ascoltare e lasciarsi istruire dal Signore ha scoperto la libertà di lasciarsi conquistare da lui, come l’innamorato che lasciandosi riempire il cuore dall’amata è così libero da lasciarsi conquistare da quell’amore.

Il Signore parli ancora oggi al nostro cuore, lo riempia di sé perché possiamo essere conquistati da lui, allora quel pane vivo che siamo qui a ricevere, sarà veramente pane di vita eterna, un pane che ci aiuta ad innalzare occhi e cuore verso il cielo per rendere grazie e riconoscere da chi ci giunge questo nutrimento vero.