• Commento alla Parola domenicale
    Pubblicato da Redazione
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24 giugno

Natività di S. Giovanni Battista

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Nella nascita di S. Giovanni Battista il Vangelo ci presenta già alcuni tratti che mostrano quanto questo bimbo sarà diverso da ogni altro ragazzino… un parto straordinario, Elisabetta è avanti negli anni ed è sterile, il padre al rientro dal suo servizio al tempio dove ha ricevuto l’annuncio dell’angelo rimane muto per non aver creduto, il nome proposto, lo stesso del padre – come spesso avveniva del resto – non viene accettato né dalla madre né dal padre ma chiedono che gli venga posto il nome di Giovanni, Zaccaria riacquista la possibilità di parlare quando dimostra di accogliere il progetto di Dio scrivendo sulla tavoletta che Giovanni è il suo nome… passare dall’incredulità al credere gli ha fatto anche riacquistare il dono della parola. Si tratta di un bambino che subito, dai primi giorni, fa discutere tutta la regione… questo ci richiama in qualche modo i vangeli di Natale, anche qualche mese dopo infatti tutti parleranno di un altro bambino.

Giovanni precede Gesù, è il suo precursore, colui che, cammina avanti al Messia e annuncia la necessità di essere pronti ad accoglierlo. Lo anticipa di circa sei mesi nella nascita, lo anticipa nella predicazione, lo introdurrà con il battesimo nel momento della vita pubblica… e lo anticiperà anche nel martirio perché proprio per quella sua parola così tagliente e scomoda verrà ucciso da Erode su istigazione di Erodiade.

Oggi è il giorno nel quale la sottolineatura del Vangelo va a porsi relativamente al nome… il nostro nome è ciò che ci contraddistingue, dice chi siamo, quando vogliamo o dobbiamo presentarci a qualcuno diciamo il nostro nome, quando vogliono chiamarci pronunciano il nostro nome… quando dobbiamo firmare qualcosa utilizziamo il nome… Giovanni significa in ebraico “Dio usa misericordia”, in quel nome era racchiuso tutto un programma di vita, quel bambino portava in sé il segno di quella misericordia di Dio per tutto il popolo, il fatto che Dio non si era dimenticato del suo popolo… quel nome annuncia quanto Dio sta per fare, o meglio, quanto sta facendo con l’invio del proprio figlio e questo sarà proprio lo stile della vita e dell’annuncio del battista.

A conclusione del brano, la gente si chiedeva “Che sarà mai questo bambino?” chissà quante volte ci siamo posti questa domanda nei confronti dei più piccoli, che sarà di lui, che mondo troverà, cosa farà, starà bene… quest’oggi, nella nostra preghiera consegniamo tutti i piccoli del mondo intero, affinché trovino in noi adulti persone responsabili e degne di fiducia, che, come il precursore per Gesù preparino loro la strada affinché il mondo possa essere casa accogliente per la loro crescita.