• Commento alla Parola domenicale
    Pubblicato da Redazione
  • 6

10 giugno

X domenica del tempo ordinario

Leggi le letture di questa domenica

Due atteggiamenti diversi ci vengono proposti all’interno del Vangelo che abbiamo appena ascoltato: un atteggiamento di distanza e diffidenza da un lato, e dall’altra parte coloro che si siedono ai piedi di Gesù.

Sia i parenti di Gesù, sia gli scribi giunti da Gerusalemme rimangono a distanza infatti rispetto a quanto sta facendo e dicendo questo maestro. Guardano da lontano, da casa i primi, da Gerusalemme gli altri… e da fuori eccoli ergersi a giudici nei confronti del suo operato, un giudizio ovviamente superficiale, il giudizio di chi non conosce e solo sulla base di un paio di notizie giunge già ad avere tutto chiaro e la soluzione ad ogni dubbio, lo incasellano per benino nei loro schemi mentali… è fuori di sé… è il capo dei demoni.

Quante volte anche noi, ci poniamo da spettatori, da osservatori che guardano dall’esterno ciò che avviene, ce ne guardiamo bene dallo sporcarci le mani, dal vivere a contatto con la comunità, con i suoi bisogni… ma da fuori quanti giudizi e pregiudizi ci permettiamo sempre partendo da una superficialità di sparare contro gli altri, così come il Vangelo ha espresso quest’oggi è avvenuto per lo stesso Gesù…

Certo che Gesù è fuori di sé, è tutta la sua vita un essere fuori di sé… è uscito dal Padre per venire in mezzo a noi, per farsi uomo e salvarci, ha vissuto tutta la sua vita umana come una donazione, come un essere proteso verso l’esterno, verso gli altri, per poterne portare a salvezza il maggior numero.

D’altro canto, il brano di oggi ci mostra un altro atteggiamento, quello di quanti sono seduti attorno a lui, quella folla indefinita di persone che hanno visto in lui il Maestro vero, colui che aveva qualcosa di importante e di profondo da dire alla loro esistenza. Si sono messi in ascolto, hanno fatto entrare quei gesti nei loro occhi e da lì hanno raggiunto il loro cuore. Non è solo il fascino dell’emozione di un momento che ti prende il cuore, ma è la Parola del Maestro che ti raggiunge e ti cambia la vita, perché ti proietta verso altro, così come lui è proiettato verso altro. Quella Parola che ti trasforma radicalmente e ti fa diventare madre, fratello, sorella del Signore. Si perché ascoltare e fare la volontà di Dio ci trasforma dall’interno, ci rende persone nuove, ci inserisce in un dinamismo nuovo perché in Gesù siamo tutti veramente fratelli fra di noi perché tutti fratelli suoi e se siamo fratelli suoi siamo anche figli dell’unico Padre che è nei cieli. Ci aiuti il Signore a sceglierlo nella nostra vita, a porci attorno a lui in ascolto della sua parola e questo ascolto si trasformi in vita nuova, ci renda familiari suoi e fra di noi.