• Commento alla Parola domenicale
    Pubblicato da Redazione
  • 6

01 aprile

Pasqua di Risurrezione

Leggi le letture di questa domenica

È un nuovo giorno, di una nuova settimana ci sottolinea l’evangelista Giovanni… è ancora buio ed è il primo giorno della settimana, un giorno innominato perché da quello stesso giorno inizia qualcosa di nuovo, un’epoca nuova, una nuova storia. Maria di Magdala era andata al sepolcro pensando ad una continuità con quanto era avvenuto in quel tardo pomeriggio del venerdì, quando ha assistito a quell’opera di misericordia di Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo che hanno preso il corpo del maestro e l’hanno posto in quel sepolcro… ora che la festa è passata si può tornare a quel sepolcro, si può stare accanto a Gesù, anche se morto… solo chi ha sperimentato la perdita di una persona cara, può comprendere fino in fondo questa ansia di Maria di tornare… è ancora buio, non solo un buio di un’alba atmosferica che non è ancora cominciata, ma il buio di chi nel proprio cuore è preso dalle tenebre della notte, da chi vede la parola fine a sigillo di una vita tanto straordinaria.
Ma la tomba è aperta, la pietra è stata tolta… è un brano di Vangelo particolare quello che abbiamo ascoltato perché celebra potremmo dire un’assenza, Gesù non appare e nemmeno nessun angelo giunge a rassicurare, a portare il suo annuncio… sembra che Maria e poi i discepoli che lei corre a chiamare siano lasciati a loro stessi di fronte a questa novità di Dio.
Ma non è così: questo giorno nuovo, questa alba nuova, questa tomba aperta e vuota aprono anche il nostro cuore, come quello dei discepoli a cogliere che proprio lì si è manifestata l’azione del Padre. Proprio nella risurrezione del Figlio. Il sepolcro vuoto, non perché un corpo è stato trafugato, ma perché il Maestro è tornato in vita, quei teli nei quali era avvolto il corpo esanime di Gesù, ora sono lì abbandonati perché il Signore non avrà più bisogno di quei riti funebri: la vita nuova nella quale ora è inserito infatti è la vita eterna con il Padre.
Quanta concitazione si respira in tutto il brano che abbiamo ascoltato: si passa da quel passo lento con cui Maria raggiunge il sepolcro nel buio del primo mattino e del suo cuore, alla corsa verso i discepoli e la corsa dei discepoli stessi fino al sepolcro. È la corsa del Vangelo che da 2000 anni non smette di percorrere le strade del mondo per annunciare un unico messaggio di salvezza: Il Signore della vita era morto; ma ora, vivo, trionfa. Sì, ne siamo certi: Cristo è davvero risorto.
Questo è il fondamento della nostra fede. La sua risurrezione apra anche ciascuno di noi ad una vita nuova insieme con lui.