• Commento alla Parola domenicale
    Pubblicato da Redazione
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24 dicembre

IV domenica di Avvento

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Il Vangelo di oggi ci pone davanti al sì di Maria, certo è un brano che abbiamo ascoltato pochi giorni fa, in occasione della festa dell’Immacolata. Oggi però assume un sapore tutto speciale, infatti ci pone in quel clima di attesa, in quella gravidanza lunga 9 mesi, quella che ci accomuna tutti, giorno più, giorno meno… anche Gesù ha accettato nel suo farsi uomo come noi, di nascere da una donna, da una mamma, da Maria. Ha accettato in tutto la nostra debolezza, il nostro nascere bisognosi di tutto, bisognosi di qualcuno a cui aggrapparci, bisognosi di affetto e di cure.

Da quel sì all’angelo che abbiamo appena ascoltato si è sviluppata tutta l’attesa di Maria, il crescere e svilupparsi del piccolo Gesù dentro di lei è stato segno di quello spazio che nel suo cuore e nella sua vita, nella sua famiglia ha accettato di lasciare per questo figlio tanto speciale. Siamo abituati a vedere rappresentata Maria, normalmente con in braccio il piccolo Gesù, è probabilmente l’immagine più diffusa, quella che ci aiuta a riconoscere tutta l’umanità di Maria e dello stesso Gesù, eppure quanto è bella l’immagine, pur rara di Maria in attesa, incinta, così come è quella rappresentata sul cartellone di questa settimana. Non solo perché questa è un’immagine sentimentalistica e commovente, come ogni gravidanza del resto, ma perché ci pone in una direzione di attesa di quel figlio, di quel Messia. In un certo senso, Maria “col pancione” ci aiuta a vivere quell’attesa che il popolo di Israele aveva del Messia. Un’attesa che per loro non ha ancora compimento perché non hanno riconosciuto in Gesù il Messia atteso, invece per noi ha proprio quel sapore di un’attesa che sta per esplodere in una gioia strabordante, in una gioia che non si può contenere.

Lungo questa settimana, con i ragazzi abbiamo pregato davanti alla mangiatoia vuota, segno di quello spazio che lungo questo tempo di avvento, proprio come Maria, anche noi abbiamo provato a fare a Gesù, lì nelle nostre case, magari ritagliando un piccolo spazio per il presepio, nelle nostre vite, ritagliando qualche minuto per una preghiera o un po’ di silenzio…

Così come è quel sì di Maria che ha permesso a Gesù di farsi uomo 2000 anni fa, è il nostro sì che gli permette ancora oggi di venire nelle nostre vite, nelle nostre famiglie, nei nostri cuori.

Mancano poche ore al Natale, chiediamo a Maria che ci conduca per mano a fare questo incontro con suo figlio, chiediamole che la grazia del Natale ci renda più uomini, capaci di amore vero verso i nostri fratelli.